Una casa non occupata sulla costa e una casa non occupata in un piccolo paese dell’interno finiscono nella stessa statistica. Ma possono raccontare due realtà completamente diverse: turismo e seconde case da una parte, spopolamento dall’altra.

La statistica usa la stessa definizione: abitazione non occupata da residenti.
Il territorio, però, racconta storie diverse.
Sulla costa cilentana una casa senza residenti può essere una seconda abitazione utilizzata durante l’estate, un alloggio turistico o la casa di una famiglia che trascorre nel paese soltanto alcuni periodi dell’anno.
Nei piccoli centri dell’interno può invece essere il segno materiale di una comunità che si è ridotta: la casa di una famiglia trasferita altrove, un’abitazione ereditata che si riapre soltanto durante le feste, un immobile che nessuno occupa più stabilmente.
Stesso dato statistico. Due fenomeni diversi.
Ed è una distinzione decisiva quando si devono scegliere le politiche pubbliche.
Sulla costa il problema può essere governare la pressione immobiliare, le seconde case, il consumo di suolo e una domanda di servizi che esplode durante l’estate e si riduce drasticamente negli altri mesi.
Nell’interno la priorità può essere esattamente opposta: recuperare le abitazioni già esistenti, riportarle sul mercato, renderle disponibili a nuove famiglie e creare le condizioni perché qualcuno scelga di tornarvi o di trasferirvisi.
Costruire nuove case in un paese che possiede già centinaia di abitazioni senza residenti ha un significato molto diverso dal costruire dove esiste una domanda abitativa permanente.

Prima di occupare nuovo suolo dovremmo quindi sapere non soltanto quante case abbiamo, ma anche come vengono utilizzate.
Sono seconde case?
Sono affittate ai turisti?
Restano chiuse tutto l’anno?
Vengono riaperte per poche settimane dai proprietari emigrati?
Potrebbero essere recuperate e rimesse in circolo?
È questa informazione che manca quando ci fermiamo al semplice dato censuario.
La vera distinzione, dunque, non è soltanto tra case occupate e case non occupate.
È tra case senza residenti perché un territorio attrae presenze temporanee e case senza residenti perché un territorio ha perso la propria popolazione.
La statistica le mette nella stessa colonna.
Una politica per il Parco non può trattarle allo stesso modo.
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