- Melbourne, una giornata tra mare, famiglia e memoria
- La paura dell’intelligenza artificiale si combatte con una formazione di qualità
- Paolino, il “Piano B” e l’equivoco originario: che cosa si erano detti, o non detti, sulla Giunta?
- Julia e Antonio, una famiglia tra Sardegna e Melbourne
- La scuola accende il futuro: Banca Monte Pruno al fianco degli studenti e delle famiglie
- A Dante, nel nome di Federico
- La tavola apparecchiata prima ancora del nostro arrivo
- Perdonare senza misura: la libertà della misericordia
Sfoglia: Io in Cammino con te
Chi lavora la terra sa che i tempi non sono immediati.
La farm rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato a trasformare un terreno selvatico in spazio agricolo produttivo e abitato.
«Sono originaria di Roccadaspide. La mia storia all’estero è iniziata nel 2008, quando ho cominciato a viaggiare per lavoro. Sentivo che l’Italia, da un certo punto di vista, mi stava un po’ stretta: avevo il desiderio di crescere e mettermi alla prova in contesti diversi.»
«Mio padre era venuto nel 1958. Poi mia sorella e mio fratello, Giuseppe e Maria, nel ’59. Dopo siamo arrivati noi: mia madre Carmela, mio fratello Antonio, mia sorella Felicetta e io, che ero il più piccolo. C’era anche un fratello più grande, Pasquale, che faceva il militare e arrivò dopo.»
Oggi si va negli spazi “infiniti” della campagna che separa la metropoli dalla fascia costiera. Saremo ospiti di Giuseppe Mazzeo,
Dal primo incontro con Demetrio Scandizzo alla sua eredità nei figli oggi protagonisti internazionali dell’hairstyling, il racconto ricostruisce la trama profonda di una famiglia migrante tra Italia e Australia. A Melbourne la memoria si fa presenza: il padre resta la radice, i figli l’orizzonte.
Dal primo arrivo di Gina bambina nel 1956 ai viaggi di oggi, Melbourne diventa luogo dell’incontro tra continenti e affetti. Una città lontana che custodisce storie di famiglia, nodi che resistono al tempo e una geografia emotiva più forte delle distanze.
La vela è una di quelle. Non si spegne: resta sottotraccia, come una rotta segnata sulla carta nautica in attesa di essere ripresa. Trentacinque anni possono sembrare un’eternità. Per il mare, no.
Dalla colonizzazione inglese al dialogo con la cultura Māori, dalla tutela ambientale alla passione per la vela: la Nuova Zelanda è un laboratorio sociale e politico che dimostra come distanza e modernità possano convivere.
Il MONA di Hobart non è solo un museo, ma un’esperienza che interroga il presente e il futuro dell’umanità. Tra architetture radicali e opere provocatorie, il viaggio in Tasmania diventa una riflessione profonda su ambiente, tecnologia e memoria.
In attesa dell’imbarco per Melbourne, Bartolo Scandizzo racconta il senso profondo del “condividere”: relazioni, esperienze, emozioni. Un viaggio che non è solo spostamento geografico, ma occasione per riflettere su ciò che siamo diventati nel tempo e su quanto il confronto con gli altri dia significato alla nostra esistenza.
Il primo giorno di avventura comincia dove si è concluso il precedente … ci ritroviamo a fare colazione presso lo stesso bar … Rosalia si dà da fare per trovare un mezzo che ci porti dei “bagagli” e ci consenta di fare la nostra salita al monte a piedi, come è in programma, senza doverci trascinare tende e cambusa.
La proposta arriva inaspettata… É Rosalia che mi invita a partecipare al “Cammino” da Bellosguardo…



