Lo scorso 6 ottobre si è celebrata la Giornata Internazionale della Geodiversità. In quell’ occasione, nelle sale del Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, in via della Navicella a Roma, si è svolta la giornata conclusiva del progetto “Geoparchi, Parchi, Territori e Comunità”, un evento che è stato occasione per riflettere sul valore dei Geoparchi e dei Parchi italiani e il loro ruolo nella tutela e nella valorizzazione dei territori e della comunità, con la Campania che ha avuto un focus specifico sul Parco del Matese.
Gli esperti, i docenti e i rappresentanti istituzionali intervenuti hanno condiviso una visione comune: i parchi e i geoparchi sono opportunità concrete di sviluppo economico e coesione sociale che mettono al centro la popolazione del territorio.
Alla luce di queste riflessioni, viene da domandarsi: cosa deve fare il Cilento? Il Cilento, che rappresenta uno dei massimi esempi di geodiversità tutelata in Italia, deve promuovere uno sviluppo sostenibile capace di far leva sulla propria unicità geologica, naturalistica e culturale per dare un futuro al territorio, dalle coste alle aree interne.
La geodiversità, alla base della variabilità degli ambienti naturali, ora più che mai è un valore da preservare e necessita di essere conosciuta e valorizzata. Il territorio del Geoparco del Cilento e Vallo di Diano è caratterizzato da un elevato grado di valenza geologica e di geodiversità. Occorre infatti sensibilizzare la società sull’importanza che la natura ‘non vivente’ esercita sulla prosperità di ogni forma di vita, ed è doveroso in questa data ricordare l’elevato grado di valenza geologica del territorio che ricade nel Parco, un luogo ricco di geositi dalle differenti caratteristiche: dalla Valle del Calore alla Valle dell’Alento, dai Monti della Maddalena al Vallo di Diano, dal Monte Cervati al Monte Bulgheria, dal Monte Motola al Monte Gelbison, dal Monte Stella al fiume Bussento. La geodiversità del Cilento ha molte peculiarità, spaziando dalla montagna al mare attraverso morbide colline. Il Cilento è uno scrigno di variegata diversità racchiusa in uno spazio concentrato e ricco di diverse e numerose risorse naturali. Il Parco si estende dalla costa tirrenica al margine dei Monti Lucani, con un numero così tanto elevato di geositi, unici e scientificamente pregiati, da farne patrimonio dell’Unesco. La geodiversità e il patrimonio geologico del Parco, fatta da rocce sedimentarie sia carboniche che silicoclastiche, fanno di questa terra quella che gli studiosi definiscono una zona ‘morfo – strutturale’ dalla lunga e complessa storia litogenetica e orogenetica. I processi geomorfici sui rilievi montuosi, sulla pianura e sulla costa rappresentano un’unicità nell’evoluzione del Mediterraneo Centrale. Tale strutturata composizione geofisica ha permesso la presenza della variegata flora e fauna endemica presente ancora oggi. Le significative caratteristiche naturali costituiscono percorsi suggestivi dove il patrimonio geologico è in stretta relazione con la vita, la natura e la storia degli insediamenti; non a caso il Cilento è sede di siti archeologici come Paestum, Velia e la Certosa di Padula, riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’Unesco, ed è patria della Dieta mediterranea, dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità.
Celebrare la Giornata Internazionale della Geodiversità significa avvicinare i giovani al territorio e sensibilizzare i cilentani affinché tutti comprendano l’importanza di valorizzare le peculiarità del geoparco in cui hanno la fortuna e la responsabilità di vivere. Occorre che le giovani generazioni cilentane imparino l’importanza dell’educazione ambientale e comprendano la necessità di valorizzare e rispettare la biodiversità, la geodiversità e il paesaggio del Cilento in una prospettiva di sviluppo sostenibile, coniugando educazione alimentare, sport e natura.
Antonella Casaburi




